Borders
Riassunto:
Lindgren, Dickens, Verne e Alcott sono quattro ragazzi. Vivono alla periferia di Magnolia, una megalopoli costruita nel mezzo del deserto di cemento isolante. Sono passati cinquant’anni dalla grande pestilenza che ha inquinato il pianeta e ha creato nuovi equilibri. Ma i quattro, aiutati dalla vecchia Olmo, non vogliono abituarsi alla brutalità del nuovo mondo e decidono di partire alla ricerca di Brest, mitica terra dove forse è possibile ripartire, e ricominciare tutto…
A cura di: Centro MeTRa - Università di Bologna (Italy)

Commento:
La storia è ambientata in un futuro prossimo, nel 2079, dopo un’epidemia scatenata dalla rivolta dell’ambiente contro lo sfruttamento umano. Chi è sopravvissuto/a ha costruito una città tecnologica, chiusa tra alte mura e circondata da un vasto deserto di cemento. In questa metropoli, chiamata Magnolia, il passato e la letteratura sono stati cancellati. Anche a Magnolia, grigia, asfissiante e rigida come tutte le città distopiche, la conoscenza è limitata: non ci sono libri, e dove manca la conoscenza non ci sono libertà né sogni. A sovvertire questo scenario è una donna, Olmo, insieme ai suoi quattro figli adottivi, ai quali ha dato i nomi di scrittori e scrittrici ormai dimenticati. A loro ha insegnato l’amore per la natura e per i libri, entrambi banditi da Magnolia. Convinti dalla donna ad intraprendere un viaggio verso un’isola dove si dice siano stati conservati i semi di piante e fiori, i quattro incontreranno altri modi di vivere e rifletteranno sulle contraddizioni della società da cui provengono. Ma soprattutto impareranno che niente è come sembra e che il confine tra il bene e il male, come accade spesso nei libri di Giuliana Facchini, è labile e che la vita porta con sé una continua ridefinizione delle certezze che si credevano acquisite. Il romanzo è soprattutto un grido ambientalista: parla di biodiversità e del destino del pianeta, temi importanti e molto sentiti dalle nuove generazioni. È un romanzo di formazione coinvolgente, scritto con una prosa serrata e con vari livelli di lettura, che si è aggiudicato il premio Rodari 2022 con la seguente motivazione: “Per l’intelligenza e lo stile personalissimo e avvincente con cui Giuliana Facchini mette al centro un futuro già presente in tante avanzatissime tecnologie e fa emergere nei suoi giovani protagonisti quel bisogno di autonomia che dovrebbe appartenere a ogni individuo. Un romanzo impegnato e ‘civile’ che non cede a tentazioni apocalittiche e moralistiche ma pone al centro la libertà come elemento insopprimibile di ogni generazione”. Nel discorso di accettazione, l’autrice ha dedicato “il personaggio di Lindgren di Borders a tutte le donne che combattono per poter credere in sé stesse, per i propri diritti, per essere libere, perché non esistano confini e disuguaglianze”.