Se
Riassunto:
Virginia ha quasi diciott’anni e sono tante le cose che deve ancora capire di se stessa. A cominciare dall’amore. Inaspettatamente scopre la passione con Paolo, il suo giovane professore di educazione fisica. La loro relazione però finisce presto e Virginia si ritrova ad affrontare da sola una scelta che potrebbe cambiare la sua vita per sempre…
A cura di: Centro MeTRa - Università di Bologna (Italy)

Commento:
Se di Emanuela Da Ros è un romanzo young adult che rimanda, già dalla scelta della congiunzione ipotetica per il titolo, alla miriade di domande, problemi, incertezze che affollano la mente di Virgi, la protagonista e voce narrante, una diciassettenne alle prese con le insicurezze tipiche della sua età: insicurezze rispetto all’aspetto fisico, ai risultati scolastici, infine alle relazioni sentimentali e di amicizia. Dopo un’estate passata a rimediare le lacune scolastiche del quarto anno liceale, Virgi è decisa a cambiare alcuni risvolti della sua vita, curando maggiormente l’aspetto fisico, l’abbigliamento e tentando ogni strada per disinibire il suo atteggiamento nonché i suoi comportamenti, in particolare rispetto al genere maschile. Dopo qualche goffo tentativo di vivere le prime esperienze amorose e sessuali con alcuni coetanei, la vita della protagonista cambia radicalmente quando approda a scuola Paolo, il nuovo insegnante di educazione fisica, attraente e in grado di accattivarsi la fiducia della comunità studentesca grazie alla sua capacità di abbattere barriere e distanze determinate dai ruoli e dall’età. Paolo approfitta dell’evidente disparità avviando una relazione “clandestina” con Virgi, relazione che si rivelerà una vera e propria iniziazione alla sessualità adulta, priva, tuttavia, di una parallela condivisione emotiva. Virgi, in seguito alle vacanze di Natale, mentre apprende che Paolo ha una compagna ufficiale, con la quale sta per sposarsi, vive al contempo giorni drammatici di ansia e forte tensione a causa di un ritardo del ciclo mestruale. In totale solitudine se escludiamo la figura della ginecologa del Consultorio cui la protagonista si rivolge, prende la decisione di abortire senza mettere al corrente Paolo, i suoi genitori e le amiche. L’ultimo capitolo, molto breve e a tratti superficiale, opera una prolessi narrativa aprendosi sulla voce della protagonista a trentotto anni mentre riflette sulle sue scelte, giuste o sbagliate che siano, e vede nello specchio il riflesso di un neo sotto l’occhio destro, “piccolo, quasi invisibile: una sorta di lacrima asciutta. Un punto fermo sulla pelle. Un epidermico segno di punteggiatura che sembra dire: la tua vita è arrivata fin qui. Fissala un istante. Fanne un fermo immagine. Ma poi ricomincia a viverla. Perché domani, domani è un altro giorno”. Se dunque l’esperienza dell’aborto è trattata prescindendo da aspetti morali o moraleggianti, non è tuttavia particolarmente problematizzata. Il mondo adulto che viene delineato dal romanzo è un universo “perdente”: insegnanti e genitori sono, loro malgrado (la madre di Virgi tenta di stabilire un contatto profondo con lei, ma è distratta da problematiche personali che la rendono afasica rispetto alle emozioni sue e della figlia), incapaci di vedere e ascoltare i turbamenti di adolescenti alle prese con una complessa e a tratti impossibile ricerca di identità. Il delicato tema del comportamento del professore non è approfondito, anche se la diegesi del romanzo lascia apparire la totale assenza di una sua coscienza etica ed emotiva adulta. Il linguaggio dell’opera è spesso colloquiale, riprendendo espressioni tipiche del linguaggio giovanile. In un’eventuale traduzione verso altre lingue sarebbe necessario mettere in campo strategie di adattamento rispetto ai contenuti scolastici appresi da Virgi, tipici di un liceo classico italiano.