Louisa May Alcott
Riassunto:
Di Louisa May Alcott si sa quel poco che le alette dei suoi romanzi ci concedono: che è l’autrice di Piccole donne e dei suoi seguiti, e che ha conosciuto in vita un successo destinato a durare come autrice di libri per ragazzi, anzi, per ragazze. Ma come è arrivata a scrivere la storia di una famiglia che assomiglia tanto alla sua? E da quale vena narrativa sgorgano le altre sue opere, decine e decine di racconti gotici “di sangue e tuono”, romanzi audaci e romanzi commerciali, qualcuno firmato, altri pubblicati anonimi o sotto pseudonimo? Ripercorrere la sua vita è viaggiare in un mondo complicato, ricco di opportunità per le giovani donne ma sempre pronto a richiamarle all’ordine, per scoprire una ragazza fuori moda che sognava di essere se stessa ed è diventata “una sorta di tata letteraria che produce pappetta morale per i piccoli”. Una ragazza forte per forza, cresciuta in una casa povera di oggetti e ricca di ideali, diventata una donna lavoratrice per pagare conti e debiti altrui. In questo la storia di Alcott assomiglia a quella di tante altre scrittrici celebri, sempre in bilico tra necessità e libertà, e qualche volta si intreccia con la loro.
A cura di: Centro MeTRa - Università di Bologna (Italy)

Commento:
Una “biografia sentimentale” di Louisa May Alcott: il racconto della sua vita si intreccia infatti alle riflessioni personali e intime dell’autrice Beatrice Masini, oltre alla narrazione, verso la fine del libro, delle vite di altre scrittrici più o meno contemporanee a Alcott stessa, andando così a costituire una vera e propria mappa polifonica della letteratura femminile dal punto di vista di chi la scrive. Particolarmente apprezzabile è la prospettiva non idealizzante adottata da Masini: le vite delle donne scrittrici, in primis quella di Alcott, sono descritte in modo disincantato, a volte crudo, ponendo bene in luce le sfide e le discriminazioni affrontate. Vi è inoltre un focus particolare sulla correlazione di scrittura e guadagno economico, motore propulsore di gran parte dell’attività letteraria di Alcott e di molte altre; scardinando così un ben noto tabù che vorrebbe le scrittrici mosse solo dal fuoco sacro dell’arte. Una lettura che potrebbe essere molto utile nelle scuole, affiancata alla proposta di testi firmati da Alcott stessa o anche a “A Room of One’s Own” e/o “Professions for Women” di Virginia Woolf, di cui riprende diversi temi.