Hai la mia parola
Riassunto:
Nera e Mariagabriela sono sorelle. Una è bella, bellissima. L’altra è chiamata la zoppa. Una è dolce e docile, l’altra è ribelle e sa usare le parole come nessun altro. Insieme si difendono da soprusi e angherie. Ma dopo che il visconte rivolge pesanti attenzioni a Mariagabriela, tutto precipita: la ragazza sparisce nel nulla e Nera fugge, accompagnata dal fido Michelino. Inizia così un’avventura tra prigioni segrete e nobili spregevoli, inganni e travestimenti, ingiustizie e voglia di rimettere a posto il mondo, con la spada e con le parole.
In un tempo lontano e fiabesco, in un’isola rocciosa e selvaggia, una storia di amore e di crudeltà, di parole e di coraggio. [Sito casa editrice]
A cura di: Centro MeTRa - Università di Bologna (Italy)

Commento:
Hai la mia parola è un romanzo di formazione che reinterpreta e mescola la tradizione fiabesca e il romanzo storico per restituirci una storia di ribellione e resilienza, una storia di riscatto, in cui le figure femminili, forti e determinate sono al centro. Azione e avventura scandiscono il capitoli di una storia che si tinge anche dei colori del giallo, alla ricerca della sorella scomparsa. Una fiaba ad ambientazione medievale, in una Sardegna arcaica e rurale, che affronta temi sempre attuali. Se Mariagabriela incarna la ragazza, la donna che rifiuta di essere sottomessa e maltrattata e di essere trattata come un oggetto, Nera rappresenta la diversità e la capacità di liberarsi dalle costrizioni sociali. La sua menomazione fisica la rende “diversa” e le vale il soprannome dispregiativo “la zoppa” con cui la comunità la identifica. Ma proprio a causa di questa diversità, in un mondo di analfabeti, Nera ha imparato a leggere e a scrivere e sa usare le parole. E sarà proprio grazie alle parole che saprà affrontare le sfide e superare le difficoltà incontrate lungo la strada, riscattandosi agli occhi di tutti e tutte. Ad accompagnare l’eroina indomita nella sua avventura, il fedele Michelino, che sa amare oltre le apparenze, e la monaca Ganar Asuncion de Mendoza y Manrique de Luna, altra figura femminile forte, intraprendente e indipendente, simbolo di saggezza. Come suggerisce il titolo, il romanzo è un inno al potere e alla forza delle parole (non a caso i capitoli delle tre parti sono scanditi dalle lettere dell’alfabeto), ma anche al valore delle diversità e alle infinite possibilità che ci si aprono davanti quando riusciamo a liberarci dello sguardo degli altri e a essere veramente noi stessi.e.