Tutte le ragazze avanti!
Riassunto:
“Che sono significa essere femminista, oggi, in Italia? Undici giovani intellettuali (scrittrici, giornaliste e artiste) provano a rispondere: essere guerriera fin da bambina come Giulia Gianni; sfidare i limiti imposti dalla società con l’obiettivo di essere libera come Lucia Brandoli; essere adulta dopo un’adolescenza passata in una provincia che ti immagina solo moglie e madre come Giulia Perona. Femminista è anche il modo di guardare e “leggere” le serie televisive come fa Marina Pierri o lo sguardo con cui si attraversa il mondo del lavoro per essere emancipata come raccontano Giulia Cavaliere e Claudia Durastanti. La lotta per i diritti delle donne passa anche attraverso il corpo, come sottolinea Marta Corato, quel corpo che Giulia Blasi invita a sottrarre al giudizio morale, mentre esorta ogni ragazza a riscoprire il proprio diritto a esistere, a essere intera. Essere femminista significa anche credere che le cose possano cambiare, crederci ed essere attivista come Maria Marchese o come Marzia D’Amico che indica un mondo in cui essere sorella significa andare avanti tutte insieme, proprio come Giulia Sagramola. A queste voci, si aggiungono quelle di Silvia Grasso, Giada Letonja, Ottavia Madami, Allegra Moreschi, Elisabetta Rossi. “Tutte le ragazze avanti!” è l’urlo con cui Kathleen Hannah, leader dei Bikini Kill, invitava dal palco le ragazze a occupare le prime file. Solo dopo la band cominciava a suonare. Così, in un mondo abituato a escluderle, riservava alle ragazze un posto in prima fila da cui osservare lo spettacolo, ascoltare la musica, partecipare al concerto cantando la propria rabbia e la semplice gioia di esserci tutte.”
A cura di: Centro MeTRa - Università di Bologna (Italy)

Commento:
“L’antologia Tutte le ragazze avanti, curata da Giusi Marchetta, raccoglie in 18 saggi a tema, cui si aggiungono i testi introduttivi della curatrice, le riflessioni di voci femminili sulle esperienze, le sfide e le realtà del femminismo nella società contemporanea, in particolare in Italia. Partendo da una semplice domanda (“Che cosa significa essere femminista, oggi, in Italia?”), ogni contributo affronta in una doppia chiave personale e sociale la scoperta del femminismo e tratta temi diversi e fondamentali come l’identità femminile, i diritti delle donne, il maschilismo, il movimento #metoo, la questione linguistica, la violenza di genere, il corpo, la lotta per la parità di genere e contro gli stereotipi, l’importanza dell’educazione. Del testo esiste un’edizione precedente, pubblicata nel 2018, da cui è nata l’esperienza del Tavolo delle ragazze, una serie di incontri e di esperienze di confronto su tanti temi, dal sessismo ai diritti umani, a cui hanno partecipato un gruppo di ragazze (e un ragazzo) tra i quindici e i ventotto anni, di cui il volume raccoglie alcuni contributi. Il Tavolo ha portato a un Manifesto dei diritti delle ragazze, illustrato dal collettivo indipendente Tutte Collective, e alla creazione del podcast Tutte le ragazze avanti. Proprio a partire dal podcast, tra le pagine trovano spazio riflessioni sull’aborto, il fat-shaming, la scuola e l’educazione, il cambiamento climatico, che compongono l’ultima sezione dell’antologia. Il libro nasce come una lettera aperta a chi vuole confrontarsi con la parità di genere, i diritti umani, il mondo del lavoro e quello delle relazioni. Le testimonianze in prima persona, l’uso del “tu”, con cui Marchetta si rivolge direttamente alle lettrici e ai lettori, e gli inviti che sono costantemente rivolti loro dalle diverse voci femminili, interpellano chi legge, invitando a rispondere a quelle stesse domande, ad agire, a scoprire, per aggiungere la propria voce a quelle racchiuse nel volume. Portando alla luce stereotipi e condizionamenti imposti dalla società patriarcale, nonché le limitazioni alle libertà che le bambine, le ragazze e le donne hanno subito e continuano a subire, i contributi mostrano come una parte di strada sia stata fatta, ma ne resta ancora molta da fare. E il percorso è ancora lungo. Invitando alla riflessione e all’azione, il libro ci esorta a celebrare e difendere i diritti e le libertà conquistati, ma anche impegnarci e batterci ogni giorno, nella nostra quotidianità per una società più giusta e inclusiva, per quei diritti e quelle libertà che ancora non abbiamo. Tutte le ragazze avanti non è una semplice esplorazione del femminismo – o meglio, dei femminismi – è anche un appello, una chiamata all’azione e al cambiamento.”