E poi basta – Manifesto di una donna nera italiana
Riassunto:
Dopo una vita trascorsa a rispondere alle domande e alle curiosità altrui, sulle sue origini, sulla sua pelle, sulle sue opinioni, Espérance Hakuzwimana Ripanti si serve della scrittura come strumento per riappropriarsi del suo spazio ed esporsi, rivelarsi – a modo suo, nei suoi termini, alle sue condizioni. «E poi basta è il racconto di come sono uscita dalla mia stanza rendendo reale tutto quello che ho trovato nei libri e negli anni. Una chiamata dell’eroe a cui ho risposto a modo mio, senza mai dimenticare la mia storia, cominciata in Ruanda, e i limiti trovati per le strade d’Italia. Il racconto di me, che avrei solo voluto leggere, e di un’estate che invece mi ha cambiato la vita.»Ma è anche il racconto dei compagni di viaggio, delle esperienze che più l’hanno segnata, dei protagonisti che hanno condiviso il fronte con lei. Un saggio, una biografia, una ballata, un manifesto: la storia della sua lotta contro i pregiudizi, e infine la ricerca di soluzioni, tra il buio e la luce del sole.
A cura di: Centro MeTRa - Università di Bologna (Italy)

Commento:
“E poi basta. Manifesto di una donna nera italiana è un testo di difficile definizione: un testo ibrido, costituito dalle memorie, dalle riflessioni e dalle emozioni dell’autrice legate alla sua esperienza vissuta di razzismo come donna nera italiana. Una lettura urgente e intensa, E poi basta interpella il suo pubblico, chiedendo una riflessione acuta e onesta sulle relazioni di potere e i pregiudizi che agiscono nella società italiana di oggi, e sulla nostra complicità in questi sistemi. Partendo dalla sua esperienza vissuta, l’autrice delinea una visione delle tensioni, delle microaggressioni, delle aggressioni e delle violenze che, purtroppo, hanno caratterizzato la sua esperienza – ma anche quella di tante altre persone – nell’Italia di oggi. Un aspetto chiave del libro è l’esperienza incorporata e fisica del razzismo e della discriminazione vissuta dalla protagonista: gli sguardi, il contatto fisico (voluto e non), la sessualizzazione sono tutti elementi che incidono sul suo vissuto. La forza e l’intelligenza della narratrice, e la sua capacità di trasformare la violenza corrosiva e quotidiana che osserva e vive in un’agenda politica – e di articolare, attraverso tutto questo, un senso di agency, di identità e di forza – costituiscono, di per sé, uno dei tanti motivi per cui questo libro è una lettura imprescindibile. La scrittura, per Hakuzwimana, diventa uno strumento per riappropriarsi della propria identità, in tutta la sua unicità e complessità. Proprio per la sensibilità degli argomenti trattati e per la scrittura diretta, schietta, a volte quasi cruda nella narrazione di episodi di violenza fisica, emotiva e psicologica molto marcata, E poi basta non è una lettura facile, soprattutto per un pubblico di giovani adulti. È un testo che richiede una certa maturità intellettuale ed emotiva da parte del suo pubblico, ma che rimane, per tutti i motivi citati, una lettura non solo consigliabile, ma essenziale per chi cresce nell’Italia di oggi.”