Non chiamarmi Cina!

Riassunto:

Antonio, detto Toto, frequenta il quarto anno del liceo scientifico e ha un sogno segreto che affida solo al quaderno che ha cominciato a scrivere da poco: diventare calciatore professionista. È un ragazzo come tanti: alcuni amici affezionati, una famiglia attenta, un Mister severo al punto giusto. Qualcosa, o meglio qualcuno, però, sta per fargli scoprire cose nuove su se stesso e sul mondo. È Rossana, milanese di etnia cinese. Una ragazza forte, in grado di sostenere responsabilità di cui molte compagne di Toto non hanno la minima idea. Da sempre alle prese con le difficoltà di chi cammina in equilibrio sul confine tra due culture, senza sentirsi bene né solo nell’una, né solo nell’altra, Rossana tira dritto, alla ricerca di una composizione nuova che appartenga solo a lei. L’amore che nasce tra i due adolescenti, raccontato in prima persona da Toto, diventa così un’avventura in cui le loro giovani vite, piene di sogni, contrasti e difficoltà, si incrociano con il cammino faticoso (e ben più grande di loro) a cui la nostra società è chiamata, per diventare un luogo accogliente per tutti. [Sito casa editrice]

Commento:

Il romanzo, in forma di diario, racconta una storia d’amore tra due adolescenti. Una storia difficile, tormentata, nella quale la diversità culturale è al contempo ciò che affascina e fa innamorare e ciò che divide inesorabilmente, tragicamente. Antonio, detto Toto, ama moltissimo il calcio, ma anche scrivere, ed è un ragazzo estremamente sensibile. Si innamora di Rossana, una ragazza cinese, ma nata in Italia, a Milano. I due giovani si conoscono, si piacciono, ma Rossana fa subito capire che le sue origini cinesi saranno un problema nel loro rapporto. La giovane non esita a denunciare il campanilismo della comunità cinese milanese, per cui la sua famiglia non avrebbe mai acconsentito a una sua eventuale relazione con un ragazzo italian. Proprio la vita difficile e la diversità di Rossana, che la rendono così speciale rispetto alle sue coetanee, affascinano Antonio. Dai racconti della giovane, che ascoltiamo attraverso la voce ammirata di Antonio, scopriamo che Rossana è bravissima a scuola, ma costretta a studiare di notte, poiché di giorno lavora a Chinatown, nel bar di proprietà della famiglia. Il lavoro è duro, perché spesso la giovane si trova da sola a gestire l’attività, e soprattutto a far fronte alle avances degli avventori. Eppure Rossana, che detesta essere chiamata “Cina” da coloro che non la conoscono, non si scoraggia, vivendo come un’eccellente equilibrista a cavallo tra due culture, tra due mondi. L’amore di Antonio tuttavia rompe questo fragile equilibrio, perché cerca di spingersi oltre la differenza etnica per liberare Rossana da quella gabbia che la famiglia e l’appartenenza comunitaria le impongono. Un’appartenenza etnica che diventa una prigione di cristallo, che cancella l’identità di Rossana così come i suoi sentimenti per rinchiuderla in un crogiuolo di rappresentazioni stereotipate, a cui la ragazza si ribella con il suo deciso “Non chiamarmi Cina”. L’amore dei due giovani, minacciato anche dall’imminente trasferimento di Antonio a Zurigo, dove sarà ingaggiato nella squadra di calcio della città, sembra destinato a sfiorire. Ma il padre di Antonio gli consiglia di non rinunciare: se il suo è vero amore, troverà il modo di rinascere. Poco prima della sua partenza, Rossana accetta di vedere un’ultima volta Antonio, e gli consegna una piantina di bambù portafortuna, la stessa che troviamo in copertina. Una piantina che diventa simbolo di un amore che potrà forse sopravvivere al passare del tempo, alla lontananza e soprattutto a moderne forme di comunitarismo. Una piantina che nasce da uno “scontro di civiltà” per farsi emblema di una speranza e di una passione che possano riscrivere la storia di questi Romeo e Giulietta dei giorni nostri. Il superamento degli stereotipi, e la reale apertura e accoglienza dell’Altro, saranno forse allora la possibilità di reinventare l’amaro finale della tragedia shakespeariana.

A cura di: Centro MeTRa - Università di Bologna (Italy)

Autore/rice: Ballerini, Luigi

Collana: Extra

Casa editrice: Giunti

Città: Firenze, Milano

Anno: 2012

Pagine: 142

ISBN: 9788809775640

Age Range: 11 - 14

Lingua: IT

Lingua originale: IT

Parole chiave: Amore, Identità, Interculturalità, Rapporti, Stereotipi


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