Isabelita senzapaura
Riassunto:
Rimasta orfana di madre, Isabelita parte per un lungo viaggio con il suo papà, un famoso esploratore, alla ricerca di un prezioso tesoro. Ma nessuno dei due può immaginare che questa volta sarà lei a fare una grande scoperta: i tesori più grandi non sono sempre gli oggetti più preziosi, ma a volte si rivelano in modo sorprendente a chi sa osservare e aspettare.
A cura di: Centro MeTRa - Università di Bologna (Italy)

Commento:
Isabelita senzapaura è una bella storia d’avventura non convenzionale con una protagonista non convenzionale. Nel senso che non mancano le avventure, ma non come siamo abituate a leggerle nei libri per ragazze/i di questo genere. Isabelita è una bambina sensibile e curiosa, che ama disegnare e annotare i suoi pensieri in un taccuino. Grazie alla sua capacità di rimanere in ascolto del mondo e degli esseri viventi che lo popolano, grazie alla sua apertura al nuovo e al diverso, sarà lei a scoprire il tesoro, ma anche a custodirne il segreto. La collana “Belle, astute e coraggiose”, edizioni EL, raccoglie 12 volumi pubblicati fra il 2010 e il 2012, tutti scritti da Beatrice Masini e illustrati da Desideria Guicciardini. In tutti i volumi della collana, Masini racconta storia di bambine coraggiose e intelligenti, che molto spesso sovvertono i canoni di generi letterari codificati (ad es. il racconto d’avventura, il mito, il racconto storico), riuscendo sempre a compiere imprese di vario genere, senza usare la violenza e migliorando il proprio destino. In diversi casi il finale aperto sembra lasciare infinite possibilità di scelta alle protagoniste nonché alle lettrici e ai lettori. Benché alcuni volumi siano più riusciti di altri anche da un punto di vista letterario, nel complesso rappresentano una lettura piacevole e stimolante, nonché una fonte di empowerment e d’ispirazione per le bambine. Unica nota dolente: il peritesto è un po’ troppo ammiccante e sembra rivolgersi solo alle bambine. Al contrario queste storie potrebbero e dovrebbero essere lette anche dai bambini per evitare di cadere nella trappola della letteratura per l’infanzia “genderizzata”.