Ada
Riassunto:
Un padre ignorante e autoritario, un taglialegna, vive con la figlia ai margini di un bosco. La figlia, Ada, è la vittima – incompresa, maltrattata – sulla quale egli scarica aggressività e frustrazione. La ragazza ha talento e curiosità per la pittura, ma il padre disprezza l’arte e il lavoro intellettuale. Ada capisce ben presto che lo scontro frontale non paga e, apparentemente sottomessa, coltiva la propria passione in silenzio e all’insaputa del padre, con l’aiuto di uno studente conosciuto a scuola anni prima. I due non si frequentano, ma si scambiano libri, disegni, colori, che lasciano in un luogo sconosciuto ad altri. La pittura è per Ada una dimensione parallela di libertà e un vero e proprio percorso di empowerment, che la porta alla consapevolezza di sé.
A cura di: Centro MeTRa - Università di Bologna (Italy)

Commento:
Opera seconda di Barbara Baldi, vincitrice del prestigioso premio francese Artémisia, Ada è davvero, a tutti gli effetti, un romanzo grafico, che unisce i rari e scarni dialoghi fra i (pochi) personaggi a sorprendenti tavole di rara bellezza pittorica – quasi delle pitture a sé stanti, godibili anche se osservate singolarmente e non solo nel loro insieme -, realizzate con una tecnica che combina acquerelli, matite e digitale. La maggior parte delle vignette mostrano paesaggi malinconici, freddi, dai colori scuri, a tratti inquietanti, che rimandano ai tempi bui della Prima guerra mondiale, ma soprattutto alla triste vita della protagonista, umiliata e trattata dal padre come una serva, isolata dal resto del mondo in mezzo a una foresta che la taglia fuori dalla città. Sua unica salvezza: la pittura, che riesce a coltivare fuggendo di tanto in tanto a Vienna, incoraggiata dall’amico Egon (Schiele). Ma Ada è anche una storia di resistenza (come scritto anche nella dedica) e di empowerment, che si consuma nel silenzio e nella tragedia, all’insegna del coraggio e della speranza. Un’opera aspra e forte, che non può lasciare indifferenti lettrici e lettori.