Con le ali sbagliate

Riassunto:

“Nino, diciassette anni, pochi amici, figlio unico, scopre timidamente i primi amori. Uno su tutti: Tiziano. Nino conosce da sempre la propria omosessualità, ma i suoi genitori (una madre ossessiva e un padre troppo sicuro dell’assolutezza dei propri valori) sono convinti che sia qualcosa di sbagliato, contro natura. Qualcosa da curare Per questo, Nino si trova nella comunità religiosa gestita da don Claudio, una sorta di “”clinica”” dove ragazze e ragazzi come lui vanno per “”guarire”” e ritrovare la loro vera natura, quella voluta da Dio. Quando la situazione diventa insostenibile, la soluzione è la fuga. Inizia così una serie di incontri, alcuni pericolosi, altri salvifici, che Nino farà alla ricerca di sé, per potersi finalmente presentare al mondo come “”Nino, maschio, omosessuale””. Gabriele Clima, già vincitore di un Premio Andersen, ci regala un romanzo crudo, senza sconti, che tratta di un tema ancora troppo spesso considerato un tabù. E lo fa con una scrittura ammaliante, piena di ritmo e di poesia.”

Commento:

“Il romanzo di Gabriele Clima, pubblicato da Uovonero dopo essere stato rifiutato da altre case editrici e ispirato a una storia vera, è un libro coraggioso all’interno del panorama editoriale italiano. Coraggioso nel rimettere in discussione due realtà considerate intoccabili, in Italia: la famiglia e la religione. Anche se, evidentemente, l’autore non le rimette in discussione in senso assoluto, ma denuncia con forza, seppur indirettamente attraverso la voce e lo sguardo del protagonista, una famiglia in particolare, quella di Nino, e un sacerdote, Don Claudio, che anima una “residenza spirituale” il cui scopo è di “curare” l’omosessualità. Il romanzo riecheggia dunque due splendidi libri usciti di recente, La diseducazione di Cameron Post di Emily M. Danforth e Boy erased. Vite cancellate di Garrard Conley, affrontando il tema delle cosiddette “terapie riparative”, proibite in diversi paesi del mondo e di cui in Italia si parla troppo poco. Nella prima parte del romanzo, la descrizione della sofferenza psicologica a cui viene sottoposto Nino insieme agli altri ragazze e ragazzi ospiti di quella che viene anche definita una “clinica” è descritta con dolorosa efficacia, e mostra la violenza terribile che consiste nel dire a una persona che la sua natura è “sbagliata” agli occhi di Dio, ma che è possibile redimersi e tornare sulla retta via. Una violenza tanto più feroce e disumana se si considera che non è possibile cambiare l’orientamento sessuale delle persone, e le cui conseguenze, drammatiche e in alcuni casi mortali, sono ben rappresentate nel romanzo. Anche la seconda parte del libro è efficace nel raccontare il percorso di Nino per ritrovare se stesso, capire chi è, e comprendere – una necessità di per sé angosciante ma spesso riservata alle minoranze di ogni tipo – di chi può fidarsi davvero, chi sarà capace di sostenerlo e accettarlo. Al di là di queste qualità innegabili e dell’interesse di una scrittura attenta e sensibile, che spinge a proseguire la lettura per sapere che ne sarà di Nino, e al di là delle ottime intenzioni del romanzo, si osserva talvolta una certa distanza di chi scrive rispetto ai temi trattati. Tale distanza si avverte ad esempio nel linguaggio: nel romanzo è utilizzata molte volte la parola “omosessuale”, tendenzialmente malvista dalla comunità LGBTQ+ perché portatrice di una storia pesante e difficile, che nella realtà sarebbe probabilmente evitata a favore del termine “gay” (o “lesbica” nel caso delle ragazze). Lo stesso vale per Grace, un (bel) personaggio trans, definito “transessuale” nel romanzo, la cui vita sembra quasi fatalmente votata a un destino difficile e ingrato, cosa fortunatamente non sempre vera per le persone trans. Anche la metafora delle “ali sbagliate” desta qualche perplessità, non tanto quando emerge nel corso della storia – è evidente che chi scrive non la condivide – quanto nella scelta del titolo, che mette così l’accento sulla mancanza, il difetto (seppur percepito socialmente e non intrinseco alle persone) e non su aspetti più positivi. Detto questo, l’ultima scena del libro, in cui Grace e il padre del protagonista si incontrano, è descritta dalla voce di Nino con parole così lucide e potenti che già di per sé rendono il romanzo degno di essere letto. “

A cura di: Centro MeTRa - Università di Bologna (Italy)

Autore/rice: Clima, Gabriele

Casa editrice: Uovonero

Città: Crema

Anno: 2020

Pagine: 172

ISBN: 9788896918975

Age Range: 15 - 18

Lingua: IT

Lingua originale: IT

Parole chiave: Autoaccettazione, Identità, LGBTQ+, Mascolinità, Norme sociali


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