Perché la mia mamma deve andare a lavorare tutti i giorni, invece di restare a casa come piacerebbe a me e ai miei fratellini?
Riassunto:
Un bambino si fa una domanda semplice ma importante: perché la sua mamma deve andare a lavorare? Attraverso una serie di risposte curiose, buffe e intelligenti, si scopre che il lavoro delle mamme non è solo una necessità, ma anche un modo per trovare la propria indipendenza e felicità. Lavorare, condividere i compiti e rispettarsi sono cose naturali e giuste.
A cura di: Centro MeTRa - Università di Bologna (Italy)

Commento:
Il testo è tratto da Il libro dei perché (1984) di Rodari, ed è una netta difesa della vocazione femminile al lavoro fuori casa, importante qualunque esso sia perché permette alla mamma di partecipare alla vita economica e sociale, contrapposto allo stare a casa con i figli. Da notare che anche il restare a casa è presentato in chiave di attività che tuttavia sminuite dai diminutivi: “fare la domestica a te e i tuoi fratellini, lucidare le vostre scarpine, lavare i vostri fazzolettini, e tanti eccetera ecceterini”. Le illustrazioni di Chiara Carrer in questa edizione del 2022 aggiungono dettagli importanti: alcune delle possibili occupazioni della mamma, sia in casa dove la vorrebbero i/le figli/e (passare l’aspirapolvere, cucinare, passare lo straccio, stirare, lavare i piatti e le finestre) sia fuori casa (fare la pittrice, l’autista o la pilota, la medica in ospedale, la docente o conferenziera). E’ dato ampio spazio alla rappresentazione grafica delle attività che i/le bambini/e svolgono in autonomia mentre la madre lavora, a cui Carrer aggiunge la preparazione del pasto in attesa che lei torni.