Little girl

Riassunto:

La voce narrante di questo romanzo è impegnata nella scoperta di sé in quel momento di passaggio tra la fluidità dell’infanzia e le grossolane definizioni legate alla crescita. L’estate in un campeggio immerso in una pineta; serate attorno al falò e nuotate in piscina; Maddalena, l’amica di sempre, e i suoi pettegolezzi caldi; gli animatori più grandi, quasi mitizzati – come Anna, che vede e comprende più di quanto non lasci intendere; alcuni ragazzi stranieri, misteriosi e intriganti. Una folla di sensazioni e di sorprese; istanti prodigiosi e attimi amari; e il dono di una scoperta: che regalo prezioso è trovare qualcuno che ti vede per ciò che sei meglio di quanto non riesca a vederti tu. (Amazon)

Commento:

Con Little Girl, Alice Keller ci consegna un romanzo breve ma stratificato, capace di restituire tutta la complessità emotiva e identitaria del passaggio dall’infanzia all’adolescenza. In poco più di settanta pagine, l’autrice riesce a condensare una vera e propria educazione sentimentale contemporanea, dove il campeggio estivo si trasforma in uno spazio liminale, sospeso tra il prima e il dopo, tra ciò che si era e ciò che si comincia a diventare. Attraverso la voce diretta e sincera della protagonista – frammentaria, a tratti poetica, sempre autentica – Keller cattura il pensiero adolescenziale, fatto di riflessioni profonde e slanci improvvisi, di piccoli riti di passaggio e grandi domande su chi si è e chi si vuole essere. L’incontro con la giovane turista tedesca, che la chiama little girl, si carica di un’intensità simbolica particolare: uno sguardo altro che, per un attimo, riesce a vederla davvero, a nominarla in un modo nuovo, forse più vicino alla sua verità interiore. Il romanzo si muove con naturalezza tra temi cruciali come l’identità di genere, il corpo che cambia, l’amicizia, la fiducia e il tradimento, senza mai cedere alla retorica o alla semplificazione. La figura di Anna, animatrice “mitica” e adulta non normativa, incarna una presenza accogliente e queer nel senso più ampio e generoso del termine: qualcuno che osserva senza giudicare, che accompagna senza dirigere, che comprende senza invadere. La scrittrice affronta le questioni di genere con grande delicatezza: particolarmente riuscita è la metafora dell’anguilla – animale che non sviluppa organi sessuali finché non parte per il lungo viaggio nel Mare dei Sargassi – che diventa chiave poetica e simbolica del racconto. Ogni soggettività ha i suoi tempi, ogni trasformazione è un viaggio, non una destinazione prestabilita: “ci sono anguille che cominciano il viaggio a pochi anni, altre che ne aspettano sessanta, altre che non partiranno e per tutta la vita resteranno né maschi né femmine, soltanto anguille gialle”. Little Girl è dunque un racconto di formazione, ma anche una riflessione delicata e potente sulla fluidità dell’identità, sul valore del non detto, e sulla necessità di essere ascoltati prima ancora che compresi. Un libro che parla a giovani, ma che interroga anche gli adulti, invitandoli a guardare senza pregiudizi, a restare in ascolto, a lasciare spazio alla metamorfosi.

A cura di: Centro MeTRa - Università di Bologna (Italy)

Autore/rice: Keller, Alice

Casa editrice: Bompiani

Città: Firenze

Anno: 2024

Pagine: 112

ISBN: 9788830107632

Age Range: 11 - 14

Lingua: IT

Lingua originale: IT

Parole chiave: Amicizia, Identità, LGBTQ+, Rapporti


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