Celestiale
Riassunto:
Per Maddalena ci sono un sacco di cose celestiali: il Portogallo, la musica dei Madredeus, uscire con la Dani e la Vale. Ma la cosa più celestiale di tutte, per lei, è Fabrizio Fiorini. Fabrizio Fiorini è gentile, educato, timido. Quella ragazza che lo guarda, lo guarda e gli parla, è celestiale per lui. Il problema è che lui non si sente tanto celestiale… Ivano detto Lama è il fratello di Maddalena ed è sempre scocciato, scontroso, cinico. Eppure, anche lui ha una vena insospettabile di rosa celestialità. [Quarta di copertina]
A cura di: Centro MeTRa - Università di Bologna (Italy)

Commento:
L’amore è al centro di questo romanzo di formazione, in cui, in 32 brevi capitoli, l’autrice dà voce ai pensieri, ai sogni, alle emozioni, ai sentimenti e ai tormenti adolescenziali di Maddalena, Ivano e Fabrizio. Tre adolescenti in cerca di identità e sicurezze che vivono in una desolata periferia cementata, dove la bellezza e la gentilezza sembrano dimenticate. Con un’attenzione spiccata al linguaggio e alle parole, una su tutte “celestiale” aggettivo del titolo e filo conduttore del racconto, tra citazioni letterarie (Leopardi, i poeti stilnovisti) e artistiche (i coloristi veneti, i pittori toscani), Francesca Bonafini racconta l’amore vissuto con l’autenticità tipica della giovane età e la difficoltà di essere se stessi. Tante le tematiche secondarie che si affiancano: la violenza di genere, famiglie disgregate e rapporti familiari, degrado ambientale e vita di periferia, violenza diffusa sul territorio, alcolismo. In questo percorso di crescita e scoperta dell’amore dei tre giovani protagonisti, l’autrice tratteggia dei personaggi maschili lontani da una rappresentazione stereotipata e offre modelli di mascolinità alternativi. Fabrizio, ad esempio, è timido, introverso, impacciato, sensibile e si abbandona a lunghe e profonde riflessioni. Ivano, dietro la corazza, l’apparenza da duro, nasconde un enorme vuoto interiore e sente terribilmente la mancanza del professor Zarri, che gli aveva fatto scoprire Leopardi e la bellezza delle parole. Ragazzi in grado di piangere e di mostrare i loro sentimenti, anche quando celati dietro una maschera, perché, come ricorda Fabrizio, non piangere mai né dentro né fuori “non è un buon segno”.