Qui c’è tutto il mondo

Riassunto:

Durante l’inverno del 1984, il più freddo degli ultimi cento anni, la mamma di Anita comincia a fare cose bizzarre: si mette le scarpe spaiate, balla da sola per strada e cambia umore da un minuto all’altro.
Nel frattempo Anita prova ad adattarsi al piccolo paese di provincia dove la famiglia si è appena trasferita dal sud dell’Italia e si ritrova a combattere le stranezze della mamma con due alleate diversissime tra loro: Tina, un maschiaccio come lei con cui Anita gioca a pallone e fa la pipì in piedi ed Elena che la rifornisce di acqua di Lourdes.
Finché un giorno non decidono di scappare dall’incomprensibile mondo degli adulti. La storia di un’amicizia e di emozioni che non hanno ancora un nome. [Sito casa editrice]

Commento:

“Una storia sulle paure, gli entusiasmi e le sfide della crescita di tre bambine in un momento particolare delle loro vite, che tocca con delicatezza diverse tematiche importanti, dal desiderio di essere accettate all’importanza di non tradire se stesse, dalle questioni di genere al rapporto con i genitori, dalla resistenza al conformismo al disagio mentale, in un microcosmo piccolo e claustrofobico della provincia del nord Italia dove sembra non esserci spazio per l’autenticità”. [Rai Cultura]
Fin dalle prime pagine, Anita mette infatti in discussione stereotipi e rappresentazioni di genere. Anita è “diversa” dalla altre bambine, non solo nell’aspetto e negli interessi che la rendono un maschiaccio (ha i capelli corti e le piace il calcio), ma soprattutto nei desideri e nella volontà di essere libera di fare e di scegliere, proprio come suo fratello minore. Per lei, le convenzioni sociali imposte dagli adulti sono profondamente ingiuste: perché deve indossare gonne e abiti? Perché non può indossare scarpe comode? Perché non può giocare agli stessi giochi del fratello? Le parole di Cristina Alicata e le illustrazioni di Filippo Paris ci raccontano la storia di una bambina che cerca se stessa e ancor più il suo posto nel mondo. Anita si interroga su regole ed etichette imposte dalla società e lentamente matura una serie di consapevolezze. Senza che sia il focus principale del racconto, nel suo percorso di crescita, Anita si trova a fare i conti, immancabilmente, con le domande legate alla sua sessualità e al suo orientamento sessuale. Domande che nella storia rimangono senza risposta ma che spingono chi legge a riflettere e a interrogarsi insieme alla bambina. Il percorso di crescita di Anita e delle sue amiche è innescato difficoltà familiari, altro tema importante messo al centro del racconto. Anita, Tina ed Elena, nello loro diversissime famiglie, vivono in prima persona il confronto generazionale e i rapporti con i genitori che spesso diventano contrasto e scontro. Il libro ha inoltre il pregio di affrontare un tema spesso considerato taboo come quello della malattia mentale, raccontato attraverso la storia della mamma di Anita, che inizia a comportarsi in modo bizzarro. La tematica affiora lentamente, dapprima attraverso il punto di vista della bambina, per poi lasciare spazio a quello della madre.
Non tutto ha un nome in questa storia e non tutto viene spiegato, proprio come accade quando si cresce e ci si trova davanti a un mondo sconfinato, pieno di possibilità. E il finale aperto che lascia spazio a un futuro sconosciuto ce lo ricorda, sebbene questo stesso finale possa lasciare in chi legge la sensazione di una conclusione troppo frettolosa.

A cura di: Centro MeTRa - Università di Bologna (Italy)

Autore/rice: Alicata, Cristiana

Illustratore/rice: Paris, Filippo

Collana: Ariel

Casa editrice: Tunuè

Città: Latina

Anno: 2020

Pagine: 199

ISBN: 9788867903931

Age Range: 11 - 14

Lingua: IT

Lingua originale: IT

Parole chiave: Amicizia, Autoaccettazione, Famiglie, Identità, Percorso di formazione, Stereotipi


  • Parole chiave (OR)

  • Fascia d'età

  • Ordina risultati