La signora degli abissi: Sylvia Earle si racconta
Riassunto:
Sylvia Earle nasce negli Stati Uniti negli anni ’30. Fin da piccola Sylvia ama profondamente la natura, e in particolare è attirata dall’ acqua. Dalla sua prima immersione in mare, Sylvia Earle risale con una certezza: quello deve diventare il suo mestiere! Dopo essersi laureata in biologia marina, partecipa a numerose spedizioni, alcune molte famose. È in attesa del terzo figlio quando si immerge, con il consenso del medico, a 38 metri di profondità nel mare delle Bahamas…
A cura di: Centro MeTRa - Università di Bologna (Italy)

Commento:
Firmata da Chiara Carminati, vincitrice del premio Strega ragazzi 2016, questa biografia racconta in maniera avvincente la vita straordinaria e avventurosa dell’oceanografa Sylvia Earle. Una vita contrassegnata dalla passione per gli oceani e per il suo lavoro, passione che non le ha impedito di avere una famiglia numerosa e di continuare a immergersi e prendere parte alle spedizioni… In una bella intervista in appendice, Sylvia Earle consiglia alle ragazze: “Trovate ciò che amate. Non perdete mai di vista la vostra passione per qualcosa cui tenete veramente. […] Se avete un sogno vostro, non aspettate. Trovate un modo per realizzare quel sogno. Non lasciate che la gente vi dica che è impossibile o sciocco. La cosa bella dei sogni è che non finiscono mai”. Il volume è particolarmente curato dal punto di vista dell’impaginazione, con un font piacevole e leggibile e le belle illustrazioni di Mariachiara di Giorgio. “Donne nella scienza” è una collana della prestigiosa casa editrice Editoriale scienza, la più importante in Italia nella divulgazione scientifica alle ragazze e ai ragazzi, dedicata a personaggi femminili che hanno dato un grande contributo alla scienza. Offre ritratti complessi e appassionanti sia della vita sia dell’attività e della ricerca delle protagoniste, fornendo così alle bambine e alle ragazze così uno stimolo e un modello in cui riconoscersi. La collana è tuttavia consigliatissima anche a bambini e ragazzi, che altrimenti hanno poche occasioni di conoscere le donne che hanno cambiato la storia della scienza.