Io dentro gli spari
Riassunto:
Santino vive in un paesino vicino a Palermo. Suo papà ha dei segreti, e lo porta spesso con sé quando incontra certi amici, però non lo lascia mai scendere dalla macchina mentre parla con loro… Lucio invece vive a Livorno con la madre e la sorellina. Il padre lavora in Venezuela, ma perché non scrive e non telefona mai? Ci sono tante cose che Santino non capisce, mentre Lucio ne capisce fin troppe per la sua età. Cos’hanno in comune questi due ragazzini apparentemente così diversi fra loro, ma anche dagli altri ragazzini della loro età?
A cura di: Centro MeTRa - Università di Bologna (Italy)

Commento:
Ispirato a un fatto realmente accaduto, vincitore del prestigioso premio Andersen nel 2011, tradotto in diverse lingue, questo romanzo è molto diverso dalle altre opere della Gandolfi, poetiche e intrise di magia. In questo caso si tratta invece di una storia di mafia che affronta anche il tema della morte, poiché comincia con l’assassinio del padre e del nonno e con il mancato assassino del protagonista bambino, pur essendo un vero e proprio romanzo, ricercato dal punto di vista narratologico e stilistico, e non il resoconto di un fatto di cronaca ben confezionato. Davvero degni di nota i due personaggi principali, che sono credibili e di grande spessore, tenendo chi legge con il fiato sospeso per tutto il romanzo: il giudice che convince Santino/Lucio a denunciare gli assassini del padre e che successivamente lo salva dal pericolo, e naturalmente il piccolo protagonista. Un bambino come tanti all’inizio del romanzo, timido e impaurito, ma che vediamo crescere e maturare, trovando il coraggio di ribellarsi alla mafia e di denunciarla, prendendo in mano la propria vita e quella della sua famiglia. Forse non un eroe vero e proprio capace di chissà quali prodezze, ma un ragazzino che capisce il valore della legge e della legalità e che rifiuta di conformarsi all’omertà e al servilismo della cultura mafiosa.